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E' curioso notare come il vino somigli molto alle persone o, forse, come queste trattino il vino come i propri simili.
Del vino da tavola generalmente ci si accorge quando s'è riempito il sacchetto del vetro da conferire nell'apposita campana...
Si beve sempre quello, con qualsiasi pietanza.
Lo si sceglie anche in base all'economicità, direttamente legata alla quantità consumata.
Il vino da tavola è spesso il paradigma del compromesso al ribasso...
Del vino della festa ci si accorge quando è finito e se ne berrebbe volentieri ancora un dito.
Se manca, è un po' meno festa, un po' più quotidianità, una piccola occasione persa.
Il vino delle grandi occasioni è quello che gli amici: "Però! Non pensavo che uno come te avesse in giro vino così!...".
Finisce sempre sul più bello... e viene irrimediabilmente e goffamente rimpiazzato dal vino da tavola.
Poi, il vino che s'incontra apparentemente per caso, un caso più unico che raro.
Il sapore dura quanto la bottiglia, l'ubriacatura molto più della sbronza, il ricordo per sempre.
Diventa la prima cosa che viene in mente quando si vede o si sente parlare di vino. Tornano profumo, sapore e gusto; tutti insieme ripercorrono l'intero corpo anche dopo anni.
Arriva a giustificare e a marcare il passaggio della felicità nella vita.
Ci sono persone che bevono più vini contemporaneamente; altre s'accontentano del vino da tavola senza porsi domande. Alcuni vivono passando da un vino della festa all'altro; altri, dopo quella bottiglia faticano a bere qualsiasi altro vino.
A volte si cerca o si pretende di bere quella bottiglia tutti i pasti della vita; e magari, per un attimo è la bottiglia stessa a lasciar credere che ciò sia possibile.
Alla fine si torna al vino da tavola di sempre o si continua a cambiarlo nella speranza di trovare qualcosa di simile a quella bottiglia, ma ad un prezzo più conveniente.
Alla fine il vino senza ricordi i ricordi senza vino si uniscono a formare un'unica solitudine.
Alla fine si rischia di diventare profondi conoscitori di etichette, case vinicole e vitigni, e di credere che si possa conoscere e riconoscere il vino senza più berlo.
(07/2004)