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Non so e non
credo che qualcuno riuscirà mai a capire fino in fondo cosa ha significato
per me tenerti per mano, forse nemmeno tu, né io stesso.
Era come se una parte di me
andasse altrove, in un posto così vicino all'anima, che la mente, ancora
troppo materiale, rimaneva in uno stato di presenza-assenza simile solo ai
momenti di estremo piacere.
Quella parte di me si trasformava così in
calore, energia e sensibilità.
Sarei potuto riuscire a sentire ogni goccia
di sangue che scorreva nelle nostre vene.
Attimo dopo attimo mi arrivava
l'eco delle tue emozioni e sensazioni, il respiro del mondo, un alito di
vita; cosicché non sentivo più la tua mano o un vago riflesso di quello
che potevi star pensando in quel momento, ma qualcosa che molti non
esiterebbero a chiamare Dio.
Dopo un po' la realtà circostante si attutiva
e tutto il mondo sembrava concentrarsi in quell'intreccio.
Venivano le
lacrime agli occhi; mi rendevo conto di quanto fosse ridicolo tutto il
resto e di come volessi non finisse mai.
Nel frattempo le dita si
accarezzavano tra di loro così impercettibilmente che un occhio esterno
avrebbe potuto continuare a vederle immobili.
È come il più splendido degli
orgasmi, quello in cui nessun muscolo si muove volontariamente, ma le singole emozioni
trasmettono ai sensi i brividi impalpabili del piacere.
E come nell'atto
amoroso, le mani continuavano a scaldarsi e a rilasciare umori da
dissipare.
Sembrava allentarsi la
stretta.
Le dita saldamente intrecciate fino a qualche istante prima, ora
combaciavano perfettamente; anche i palmi sembravano fondersi in una
stessa mano.
Piano piano le dita si
allargavano senza perdere l'aderenza, così da permettere all'aria di
portare un po' di refrigerio.
E poi tornare istintivamente all'intreccio e
ricominciare tutto da capo.
Tutto questo senza dirsi una parola e senza
essere guidati dall'esperienza; era qualcosa di indefinibile che faceva
muovere le mani all'unisono, mantenendone l'inscindibilità.
Risalivano le
lacrime, lacrime di stupore, felicità, bramosia, eternità.
Era una sera di fine agosto o
in un tempo impossibile da dimenticare, in un futuro fantastico, o mai
più.
29/08/01