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Torno in camera dopo la doccia; mentre mi vesto osservo i grandi quadratoni colorati della trapunta, all'interno spiccano vistosissimi, fantasiosi e morbidi cuori. I colori nel loro insieme non sono molto diversi da quelli della tua pelle; così immagino di venirti incontro sulla porta di casa, prenderti in braccio e adagiarti nel bel mezzo dei cuori trapuntati.
Sei così piccola che prenderti in braccio è un sollievo, così complice che le mani sono libere di sentire il calore e la morbidezza del tuo corpo invece di sostenerlo, così rilassata che se al posto della trapunta ci fosse un prato l'erba non soffrirebbe nell'accoglierti. Ora sei lì; la tua pelle aspetta un alito di vento, una brezza ristoratrice, una raffica di vita.
E' difficile sapere in anticipo da quale direzione e con quale forza arriverà il vento. Neanche il vento lo sa prima di arrivare; secondo la consistenza e la resistenza di ciò che incontra, si smorza, rinvigorisce o prende una nuova direzione. Puoi vederlo percorrere lieve le pianure, accarezzare solleticante gli altipiani, incanalarsi impetuoso per le gole, incalzare senza requie le montagne, agitare sibillino le chiome dei boschi.
E' il libeccio che arroventa il viso nei giorni d'estate, è lo scirocco che lo ricopre di umido salmastro prima del temporale, è il maestrale che lo scuote e lo fa gemere al culmine della tempesta. E' la vita che prende il sopravvento sulla realtà, sono le emozioni che si librano al di sopra della concretezza, è l'amore che tormenta e rasserena in un tutt'uno di magia.
E lo sguardo profondo penetra come la pioggia durante un nubifragio, le carezze più intime agitano i muscoli dal di dentro, i baci più audaci diventano fulmini di piacere che si propagano lungo tutto il corpo. A questo punto: il vortice turbinoso che fa naufragare ogni pudore o l'alito lieve che conduce planando sulle nuvole della dolcezza e della tenerezza.
Che importa sapere come andrà a finire; sia le raffiche furiose che la brezza carezzevole hanno sul tuo corpo analoghe conseguenze. Gli occhi si chiudono, per ripararsi dagli scrosci o fare da aliante all'anima. La bocca geme, soccombendo alle sferzate o accompagnando il palpito ritmico del cuore. Il corpo si torce, spazzato dal fortunale o illanguidito dal tiepido sollievo l'avvolge.
Ora chiedi ai morbidi cuori colorati di coprirti e accompagnarti, ormai esausta, nel rifugio ristoratore del sonno. Solo il tempo di intrufolarmi come uno spiffero sotto la trapunta, percorrere sinuosamente il tuo caldo giaciglio e raggiungerti in sogno, così da ricominciare al risveglio tutto da capo.
(04/11/01)