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L’accessibilità:
un sapere da minatori

(recensione)

La prima particolarità della mia lettura di Accessibilità guida completa di Michele Diodati, edizioni Apogeo, è, curiosamente, il modo in cui l’ho letto. Un ipovedente che si ritrova tra le mani un manuale informatico di 640 pagine e col mandato di leggerlo prima che diventi vecchio... non può che desiderare di reincarnarsi in uno scanner completo di software OCR.

Per fortuna Michele mi ha messo a disposizione una versione in PDF del suo volume; a questo punto mi sono armato di pazienza e, manina manina, ho ricavato una ulteriore versione privata di immagini, codici sorgenti e tabelle (mantenendo le relative didascalie per poterli ritrovare), da convertire in formato MP3 attraverso il servizio RoboBraille. Così ho potuto comodamente ascoltare il testo durante i viaggi da pendolare, interrompendomi all’occorrenza per visionare con i miei occhialoni aplanatici quanto omesso dalla versione audio. Non so quanti altri hanno fatto simili esperienze di lettura; io ne sono rimasto sorprendentemente appagato.

Dopo le prime righe la sensazione è già quella di addentrarsi in una miniera: da un lato si pregusta l’arricchimento che ne scaturirà e dall’altro si percepisce l’odore di vitale essenzialità, tipico di chi raggiunge con concentrazione e senza distrazioni un traguardo difficile e dalle molte sfaccettature.

Dalla galleria principale si dipanano 24 cunicoli, i 22 capitoli e le 2 appendici di cui si compone il volume. In ogni capitolo affiorano esperienze e conoscenze composite e ricche di ombre e luci; le domande, le risposte e i dubbi si alternano insieme alle "raccomandazioni2 1.0 e 2.0 del W3C, ai "requisiti" della legge “Stanca”, agli esempi reali di problemi e soluzioni e ai contributi di chi l’accessibilità e l’usabilità la vive sulla propria pelle, i disabili.

Il lettore è come un minatore e ogni frase letta è un colpo di piccozza intorno ad un concetto da chiarire e acquisire; è così che alla fine di ogni capitolo ci si ritrova con qualcosa di utile da riportare in superficie, all’agire quotidiano non sempre terso e solatio.

Come un minatore, il lettore più che incontrare delle risposte certe si ritrova a confrontarsi con un ambiente spesso ostile e inospitale: ostile perché il complesso insieme dei fattori che riguardano l’accessiblità del web mal si adatta ad un approccio sovente superficiale; inospitale perché il quadro normativo a tutti i livelli contribuisce a complicare e confondere ulteriormente ogni questione.

Le risposte e le soluzioni proposte non possono, quindi, che scaturire dall’esperienza del web reale; un’esperienza costruita e raccolta in anni di confronti e dibattiti nei tavoli istituzionali, nelle mailing-list e nei forum dedicati, uno di questi creato e gestito proprio dall’autore.

In ogni risposta, soluzione e dubbio, perciò, è possibile intravedere le sfumature di tutte le voci che nel corso del tempo hanno detto la propria su ogni questione e problema. Se a volte capita che più autori contribuiscono ad un progetto più o meno unitario, in questo libro Michele Diodati sintetizza in sole 640 pagine... anni di prove, esperimenti ed ipotesi fatti dai protagonisti dell’accessibilità del web: addetti ai lavori e navigatori più o meno disabili.

Il buonsenso è il primo, forse l’unico, presupposto dell’accessibilità. Se la molteplicità tecnologica e umana ha portato al caos della rete, il libro di Diodati, ripartendo da questa stessa molteplicità, riporta i termini del discorso su presupposti e metodologie di fatto riconducibili al concetto di buonsenso.

All’aperto c’è il sole, i colori, gli odori, i paesaggi e quanti ne raccontano, a distrarre l’attenzione. Occorre accostarsi all’accessibilità con la semplicità e l’umiltà del minatore, per estrarre l’essenziale dal mare di parole usate troppo spesso come pietre...

Impossibile addentrarsi in descrizioni, commenti ed esempi particolari tratti dal testo: non ci sono fattori più importanti di altri; l’accessibilità, anzi, è proprio il risultato della convivenza di tutti i possibili fattori. Alla fine del volume sembra d’aver attraversato nel tempo della lettura e a colpi di piccozza una montagna; montagna che Michele ha impiegato un anno a scandagliare. Un lavoro titanico se si considera la varietà degli aspetti presi in considerazione; un patrimonio che nessun tuttologo di accessibilità può avere di default a sua disposizione.

Una lettura imprescindibile per chi vuole essere, e non semplicemente parlare, accessibile.

14/12/2007

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