vai al contenuto della pagina

Menù principale: Chi sono e di cosa mi occupo |
il mio lavoro (risorse da consultare e scaricare) |
la mia musica | le mie foto | Il mio cinema |
i miei libri | di tutto e di più... |
a proposito di questo sito

scrivimi

Sei in: home page > di tutto e di più... > sogna che ti passa.

Sogna che ti passa...

Non sono mai stato una persona che ricorda cosa sogna, ma i sogni fatti durante il corso di PsicoDizione, per combattere la balbuzie (www.psicodizione.it), sono sicuramente significativi (il corso è iniziato il 17/09/07 e si è concluso il 29/09/07).

Sogno n. 1 - 19/09/07.

Tornavo nell'ufficio dove ho fatto per diversi anni il centralinista telefonico (...)
Nella stanza c'era un operaio che doveva sostituire una canalina per cavi elettrici e telefonici.
Ad un certo punto l'operaio mi ha chiesto di passargli un seghetto caratterizzato da un'accentuata e irregolare dentatura.
Nel passarglielo il dito indice della mano destra si è incastrato nella seghettatura; non mi sono tagliato, però solo dopo molti tentativi sono riuscito a liberare il dito e a dare l'utensile all'operaio.

Sogno n. 2 - 24/09/07.

Ero disteso sul tavolo operatorio.
Dovevano operarmi l'occhio destro (quello più conciato).
Sentivo l'anestesista dire ai colleghi che entro quattro minuti mi sarei addormentato.
Dopo un po' ho sentito perdere la sensibilità dei muscoli della bocca e dintorni, ma non del resto del corpo.
Continuavo a stare in questo stato con la paura che mi operassero l'occhio sinistra (quello "buono").
Ad un certo punto mi sono svegliato per lo stress di non riuscire ad addormentarmi completamente.

Sogno n. 3 - 30/09/07.

Ero in cima ad una collina per partecipare ad una sorta di passeggiata/gara che consisteva nel ridiscendere a valle a bordo di una sorta di risciò monoposto, senza freni, né pedali.
Ad un certo punto mi sono reso conto che ognuno partiva quando voleva, così mi sono avviato.
Durante la discesa ero sereno e divertito; il risciò sembrava sapesse dove andare.
Arrivato a valle, mi sono trovato in un posto sconosciuto, estero, probabilmente in Svizzera.
Visto che si stava facendo tardi ho avvertito la necessità di pensare a come tornare a casa.
Non sapevo dove mi trovavo, né quali mezzi di trasporto avevo a disposizione.
Ad un certo punto ho visto dei binari; quindi - ho pensato - deve esserci una stazione.
I tabelloni delle partenze erano scritti in una lingua sconosciuta e io mi sentivo smarrito e confuso sul cosa fare.
Ad un certo punto è passata Chiara Comastri, conduttrice del corso, con una sua amica, ma sono corse a prendere il treno senza esitazioni.
Dopo poco mi sono svegliato a causa dell'ansia di non sapere cosa fare.

Il corso è solo l'inizio; il bello viene dopo...

(01/10/07)

Attestato di validazione XHTML 1.0, lincato alla pagina di verifica

inizio pagina