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Per uno come me, praticamente nato in mezzo al mare, il vento è sinonimo di vita.
Fin da bambino mi diverto a riconoscerne la direzione e i segreti del tempo che verrà.
Durante le mareggiate mi reco sul lungo mare, in spiaggia e sulle banchine del porto, per assistere affascinato alla forza unica e prodigiosa del vento e del mare.
D'estate i bagni nelle giornate ventose e col mare agitato sono i più divertenti.
I venti sono come dita che ricaricano i vecchi orologi, quando non andavano ancora a batteria.
Il vento porta l'odore e qualche granello di realtà lontana, il poco che riesce a sfuggire all'ineluttabile della vita.
Il vento spazza il paesaggio e riempie le case di polvere, là dove la polvere è la sola novità che arriva nelle case.
Il vento agita a vista d'occhio la realtà, anche quando essa non riesce a scuotersi da sé e l'occhio non è in grado di coglierne il movimento.
il vento solletica gratuitamente l'udito, cosa ormai rara, e quando tutto intorno è silenzioso e immobile.
Il vento arriva dappertutto e comunque: ineducato, provocatorio, inopportuno, inatteso, sensuale. Fa svolazzare le certezze in giacca e cravatta, scuote le case blindate, sgualcisce le gonne ben stirate, scopre le gambe poco emancipate, agita le chiome lisce e ricce d'ogni colore e lunghezza.
Sul ponte di una barca il vento è il più fedele compagno di viaggio.
Il vento torna; proprio quando non te lo aspetti o non ci speri più.
In una giornata nebbiosa, salendo in cima ad una montagna s'incontra il vento e, guardando oltre, il sole.
(01/11/04)