Sei in: home page > la mia musica > Daniele Silvestri > il dado.
Forse sono morto
sicuro sono morto
oppure sono nato e non mi sono accorto
adesso posso cominciare veramente
o meglio, posso non incominciare niente
se io non esisto non esiste nulla
quindi cerco una panchina che mi pare bella
o un ponte
ma è troppo letterario, non mi cerco niente
tanto evidentemente non c'è più mattina
non c'è più sera
non c'è più riposo
non c'è più lavoro
non c'è traffico, non c'è denaro
non c'è più una sveglia per andare, sveglia per tornare
non ci sono più catene
e non c'è nemmeno l'obbligo di stare bene
Nessun rumore
nessun suono
nemmeno il mio respiro.
giocarsi tutto
in un momento
un solo lento tiro
E intanto gira
il dado gira
e cambia ancora verso
il mio destino
in una mano
sapendo già che ho perso
ma adesso sono libero
adesso sono libero
O forse sono morto
sicuro sono morto
oppure sono nato e non mi sono accorto
adesso posso cominciare veramente
o meglio posso non incominciare niente
se io non esisto non esiste nulla
quindi cerco una panchina che mi pare bella
o un ponte
ma è troppo letterario, non mi cerco niente
tanto evidentemente non c'è più mattina
non c'è più sera
non c'è più riposo
non c'è più lavoro
non c'è traffico
non c'è denaro
non c'è più una sveglia per andare, sveglia per tornare,
non ci sono più catene
e non c'è nemmeno l'obbligo di stare bene
Nessun rumore
nessun suono
nemmeno il mio...
La fedeltà
la fedeltà
te la ricordi ancora
che ambiguità
che falsità
che squallida chimera
La dignità
la mia onestà
se ci ripenso ora
che ottusità
che senso ha
nemmeno tu eri vera
Scommetterei ancora
forse è vero
non si vive così
è un errore
non difendersi
sulla faccia
queste lacrime
con le braccia scese
come i deboli
ma tu che ne sai
se non ci provi mai
se i miei occhi
non piangessero più
sei sicura di
guadagnarci tu
o hai paura
che ti guarderei
senza lacrime
non mi sbaglierei
ma tu che ne sai
tu che non soffri mai
seguimi
seguimi
seguimi
le tue mani
che non tremano mai
la tua voce
che non esita
è una spada
che ferisce sai
chi non ha difese
non la evita
ma tu che ne sai
tu che non piangi mai
seguimi
seguimi
seguimi
seguimi, se hai la forza di rallentare
seguimi, se hai ginocchia per inciampare
seguimi, se hai il coraggio di peggiorare
Hold me tightly
never let me go
keep your memories inside
I don?t want to know
it?s not the first time
it shouldn?t be the last
so just hug me baby
and forget the rest
hold me quietly
any word is vain
sembra già perfetto
and you don?t need to explain
tomorrow is so far
but tonight is true
non capisco baby
non ti seguo più
io non ho le parole da dirti
o il coraggio di farti capire, darling
cosa sai di me
ma se solo una volta , un?unica volta
mi guardi negli occhi e non parli, magari
puoi sentirmi piangere
Hold me, love me
ma che senso ha
stare così bene
se non durerà
Hold me, trust me
don?t you go away
io impazzisco baby
e tu invece pensi che
che anche questa storia finisce
e come tutte le storie
alla fine sparisce, honey
e questo non mi va
ma non è questa stupida lingua
è la vita degli altri
che insegna e ferisce, e domani
ci dividerà
e invece
e invece tu non sai
c'è, in un'isola lontana, una favola cubana
che vorrei tu conoscessi almeno un po'
c'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire
e non credere a chi dice di no
perché c'è
c'è un profumo inebriante che dall'africa alle ande
ti racconta di tabacco e caffè
c'è una voce chiara ed argentina, che fu fuoco e medicina
come adesso è amore e rabbia per me
c'è, tra le nuvole di un sigaro, la voce di uno zingaro
che un giorno di gennaio gridò
c'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato
che per sempre quella voce cercò
e che diceva
venceremos adelante
o victoria o muerte
venceremos adelante
o victoria o muerte
c'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza
che vorrei tu ricordassi almeno un po'
c'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta
e invece è l'unica certezza che ho
c'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria
solo che quel giorno il vento cambiò
c'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo un viso
che milioni di bandiere giudò
e che diceva
venceremos adelante
o victoria o muerte
venceremos adelante
o victoria o muerte
l'america ci guarda
non proprio con affetto
apparentemente placida ci osserva
ma in fondo, in fondo io, io sospetto
che l'america, l'america ha paura
altrimenti non si spiega come faccia
a vedere in uno stato in miniatura
questa orribile minaccia
por esto
venceremos adelante
o victoria o muerte
venceremos adelante
o victoria o muerte
Questa è una canzone sulla cacca,
certo l'argomento può sembrare un po' volgare, lo capisco, ma vi suggerisco di dimenticare qui
il lato gretto, in pratica l'oggetto, in qualsivoglia aspetto o forma voi lo conosciate
pensate, invece, a quanto e quali modi essa controlli i nodi chiave della vostra vita, quotidianamente,
e non invento niente se dico che può, saltuariamente, essere lei il motivo
vero di una crisi o di un umore nero
chiaro! non è che adesso voglio all'improvviso dimostrare che la cacca è un'entità fondamentale,
un neoplatonico motore di chissà quale universo, è ben diverso il mio ragionamento, anzi, vi confesso
rappresento un raro caso di privilegiato, figlio di padre irruento e madre timida fui fortunato
eppure molti soffrono, direi sempre più spesso, perché un po' come l'amore farla bene è già un successo
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
briu-ba-bi-be-bu-ba-bo-bene, adesso entriamo coraggiosi nel discorso duro, prego gentilmente
i cardiopatici di farsi un giro, eppure, giuro, a me non fa né caldo né il contrario soffermarmi
su quest'argomento scomodo e oltremodo serio
ecco, vedo già iniziare un battibecco e qualche vacua discussione su chi evacua meglio e va quasi
immediatamente detto che non credo a un metodo perfetto, in quanto, poi ci arrivo defecare è molto soggettivo
primo, direi che leggere è comune, ma se per qualcuno è un mezzo per moltissimi è il vero fine,
l'unico momento lieto in tutta la giornata, che poi quello che leggi al cesso spesso è già una gran cagata
c'è chi fuma, chi riflette, chi si mette a canticchiare, chi controlla soddisfatto ciò che ha fatto e poi ne parla
pure, in ogni caso è il posto in cui sei solo con te stesso ed è per questo che le mie canzoni nascono sul cesso
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
passa il tempo e sono qui che sogno
un mondo senza più nessun bisogno
però mi si potrebbe far notare che in partenza avevo detto che la..., la cacca spesso è sofferenza
collera, disagio, allora adagio e senza fretta cominciamo a analizzare chi svuotandosi fischietta
fiu-fiu-fiu-fi-fiut fuiu-fi-fiu-fi-fiut, si tratta chiaramente di uno che ha vergogna e non si accetta,
perché in fondo il nostro mondo più interiore fa paura, ma è per altri che la vita è molto, molto molto dura
stitici di tutto il mondo vi capisco, io non ho esperienze vere, ma indirettamente anch'io subisco
effetti laterali, se tra i miei più amati cari c'è chi smette di soffrire a sprazzi bisettimanali
solo voi capite l'attimo fuggente, voi che siete sempre all'erta e quasi sempre non è niente,
allora massimo rispetto per voi tutti, e in questo senso, io vi dedico sincero il mio minuto di silenzio.
Un giorno lontano
sorriderò persino
ma adesso non ci sei più
domani per caso
confonderò il tuo viso
ma adesso non ci sei più
non basta che giuri
che scorderò chi eri
adesso
adesso ci sei tu
nei miei occhi
adesso ci sei tu
nelle orecchie
adesso ci sei tu
ci sei tu
ci sei solo tu
ci sei solo tu
sapere che è giusto
che è tutto stanco e guasto
non basta a non volerti più
vederti partire
non ti farà sparire
adesso
adesso ci sei tu
nei miei occhi
adesso ci sei tu
sulla bocca
adesso ci sei tu
ci sei solo tu
ci sei solo tu
caldo
fa caldo
fa molto caldo in questa macchina a quest'ora di notte
con le palpebre pesanti e le ossa rotte
se potessi almeno aprire un po' di più il finestrino
ma c'è Gianluca che dorme e non mi pare carino
comunque arriva appena un timido respiro di mare
come un odore di scogli, di muschio e di sale
e questa è Leuca che ci chiama dal retrovisore
siamo partiti da poco e già mi sembrano ore
che poi per me guidare in fondo è sempre stato un piacere
così decido da solo dove mi devo fermare
ma qui mi pare che fermarsi sia come morire
e anche se Otranto mi guarda non la voglio sentire
così proseguo in questo viaggio in questa Puglia infinita
e inizio inevitabilmente a ripensare alla vita
non ho la forza di soffocare i pensieri
chi sa se accelerando tornano un po' più leggeri
e invece niente, niente, niente, niente da fare
c'è qualcosa dentro che spinge e che fa male
e invece niente, niente, niente, niente da fare
c'è qualcosa dentro che spinge e mi costringe ad urlare
e mi costringe ad urlare
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
sonno
ho sonno
ho troppo sonno per combattere i mulini a vento
guido senza più capire e non per questo rallento
riesco appena a non confondere la strada e le rocce
e forse ho letto qualcosa che mi parlava di Lecce
e dopo Brindisi, Ostuni, Monopoli volano via
rischiosamente in bilico tra sabbia e fantasia
mi piacerebbe stendere la mano
e salutandole lasciare la mia angoscia scivolare piano
lucido lucido lucido devo restare
e non lasciarmi stordire da questo mare
lungo, lento e furbo che mi guida
non ascoltare più queste grida
e invece niente, niente, niente, niente da fare
c'è qualcosa dentro che spinge e che fa male
e invece niente, niente, niente, niente da fare
c'è qualcosa dentro che spinge e mi costringe ad urlare
e mi costringe ad urlare
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
me fece mele a chepa
qualche volta ti sento
sono sicuro sei tu
il tuo profumo col vento
arriva fino a quassù
quelle volte mi pento
della mia gelosia
ma è soltanto un momento
e presto il vento
ti riporta via
certe sere di maggio
ti dimentico un po?
ma poi trovo il coraggio e cerco
tra i ricordi che ho
ed è allora che è peggio
che il dolore è di più
e penso a te
io penso a te
e penso a te
io penso a te
devo stare più attento
non illudermi mai
perché spesso il rimpianto torna
quando sembra vinto ormai
ma io ancora ti sento
sono sicuro sei tu
e penso a te
io penso a te
e penso a te
io penso a te
Dice "Scusa, scusa senti
potrei passare avanti
la fila è lunga e io non posso aspettare"
Dico "Prego, prego faccia
lo so, una giornataccia
la pioggia, il traffico e le scadenze del mese"
"Diamoci del tu" mi dice lei
"io mi chiamo Samantha"
Io le do la mano e intanto penso
"Madonna quanta!"
Sta' zitto non parlare
sta' zitto non parlare
Calmo, calmo adesso
stai diventando rosso
ma c'è qualcosa in lei che mi incanta
sarà magari il nome Samantha
Fingi e fai melina
anche se lei è carina
chissà se dorme dalla parte giusta
se per la dieta può mangiare pasta
Però, lo vedi, tutto va così
prevedibilmente
a studiare tattiche che poi
non ce ne importa niente
anche l'amore in fondo fa così
identico all'istinto
la stessa strada inutile
ma in modo anche più lento
È tutto inutile
è tutto inutile
è un gioco inutile
cambiano le regole
ma non serve a niente vincere
Sta' zitto non parlare
sta' zitto non parlare
Ma c'è qualcosa in lei che mi incanta
sarà magari il nome Samantha
chissà se dorme dalla parte giusta
se per la dieta può mangiare pasta
Gli amori io non li conosco bene
però ne ho visti tanti
tutti orribili alla fine
ma all'inizio entusiasmanti
e le passioni le conosco bene
che ancora porto i segni
per l'abitudine sciocca che ho
di credere ai sogni
È tutto inutile
è un gioco inutile
è sempre inutile
puoi solo perdere
cambiano le regole
ma non serve a niente vincere
è tutto inutile
è tutto inutile
e non serve a niente vincere
Riflettendo sui fatti
sui modi e sui tempi
c'è da finire matti a pensare che un attimo solo bastò
adesso lo so
E non è che rimpianga
nemmeno una volta
e non è la coscienza che brucia, è l'assenza che il buio portò
e che un giorno riavrò
Non c'era nemmeno un segnale
o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica
e un cielo che ha sbagliato colore
e la luce che cambia, che cresce che esplode
e la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire o persino sapere
che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché
Ma tornando al presente,
c'è un rumore costante
una nota stridente che ancora la mente scordare non può
È il regalo che ho avuto,
da quel giorno per me il mondo è muto
e non chiedo un aiuto, anzi evito meglio di dire di no
a chi cerca in quello che so
Non c'era nemmeno un segnale
o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica
e un cielo che ha cambiato colore
e macine immense che gettavano terra
e il vento, il fuoco, le feste, la guerra
e intanto intuire, o perfino sapere
che niente e nessuno potrà mai spiegarmi perché
Forse sono morto
sicuro sono morto
oppure sono nato e non mi sono accorto
adesso posso cominciare veramente
o meglio, posso non incominciare niente
se io non esisto non esiste nulla
quindi cerco una panchina che mi pare bella
o un ponte
ma è troppo letterario, non mi cerco niente
tanto evidentemente non c'è più mattina
non c'è più sera
non c'è più riposo
non c'è più lavoro
non c'è traffico, non c'è denaro
non c'è più una sveglia per andare, sveglia per tornare
non ci sono più catene
e non c'è nemmeno l'obbligo di stare bene
Nessun rumore
nessun suono
nemmeno il mio respiro
giocarsi tutto
in un momento
un solo lento tiro
E intanto gira
il dado gira
e cambia ancora verso
il mio destino
in una mano
sapendo già che ho perso
ma adesso sono libero
adesso sono libero
O forse sono morto
sicuro sono morto
oppure sono nato e non mi sono accorto
adesso posso cominciare veramente
o meglio posso non incominciare niente
se io non esisto non esiste nulla
quindi cerco una panchina che mi pare bella
o un ponte
ma è troppo letterario, non mi cerco niente
tanto evidentemente non c'è più mattina
non c'è più sera
non c'è più riposo
non c'è più lavoro
non c'è traffico
non c'è denaro
non c'è più una sveglia per andare, sveglia per tornare,
non ci sono più catene
e non c'è nemmeno l'obbligo di stare bene
Nessun rumore
nessun suono
nemmeno il mio...
La fedeltà
la fedeltà
te la ricordi ancora
che ambiguità
che falsità
che squallida chimera
La dignità
la mia onestà
se ci ripenso ora
che ottusità
che senso ha
nemmeno tu eri vera
Scommetterei ancora
Ready
well I'm ready for this, boy
because I know that every storia finisce
e poi chiedi, se vuoi chiedi di me, then
I'll be sitting in a car, driving me as far as I can
I don't stand your motherfucking plans
'cause moi je n'avais jamais dit que j'etait le roi et toi la reine
oh-oh, non ti fidare
ci sono troppe correnti nel mare
I say oh-oh, non fare così, man
there are just too many waves in the fucking sea
Parigi, Parigi a me va bene
per non tornare più
così dicevi perché i miei occhi pieni di stazioni e chiese
ritornassero blu
le mani, le mani già lo sanno
che non vivranno qui
e, mi spiegavi, per questo vedi amore non si fermano un momento
e tremano così
perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più
Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è
Le strade, le strade dei francesi
che non ho visto mai
eh, ma se i sogni non li avessi già completamente spesi
in quello che sai
perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più
così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è
e se Parigi è così immensa
e tu non hai paura come me
per queste strade di Francia
io vengo con te
E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome
e questo nome me lo insegni tu
com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione
e i miei occhi, i miei occhi
non ritornano blu
ban, moi
moi je n'avais jamais dit qu'elle était essentielle
qu'elle était belle, ma vraie Michelle, et ban
ban, moi
moi je ne sais pas si ce sont des mots qui vont ensemble
très bien ensemble
tandis qu'elle semble chaque jour plus noire et forte
elle est la mort de mes idées, elle est mélasse
elle est l'épée sur ma cuirasse et dans mon nais
et c'est pourquoi maintenant je reconnais l'odeur
de ma ville qui meurt
Amico mio
permetti una domanda
sai già che io
domani parto per l'Olanda
ti sarei grato se potessi fare tu per me
una piccola faccenda che più semplice non c'è
si tratterebbe di recarsi in via Panelli 103
citofonare interno 4 e appena dicono "chi è?" gridare
"Signore Iddio
aiuta questa gente
perché oggi l'uomo che viveva qui e conosco anch'io
è scomparso prematuramente"
poi aggiungi tu quel che ti va
banalità, banalità
e appena puoi vai via di là
sparendo nell'oscurità
Amico mio
ti vedo un po' perplesso
ma forse anch'io
al tuo posto farei lo stesso
ti prego
aiutami
aiutami
inventa tu quello che ti va
vedrai che a loro, a loro basterà
tanto alla fine resta la
banalità, banalità
in Olanda il sole è giallo
un po' più freddo che da noi
in Olanda quanto ballo
non lo diresti mai
in Olanda.. non capisco
non mi sento soddisfatto
sarà che è tutto così dritto
così spietatamente piatto
Amico mio. fratelloquant'è che non ti vedo
sembra una vita e adesso qui per caso è così bello
io quasi ancora non ci credo
già che ci sei ti sarei grato se potessi fare tu per me
una piccola faccenda che sai te
si tratterebbe di tornare in via Panelli 103
citofonare interno 4 e appena dicono "chi è?" gridare
"Amore mio
avevano sbagliato
un incidente, un'amnesia, che so, un'epidemia
ma quel che conta son tornato"
inventa tu quel che ti va
banalità, banalità
ma se per caso ti aprirà
tu fammi un cenno
che io ti aspetto qua
I feel so solo
dans ce mond
because nobody
me comprend
parmis les rubinets
you understand
life should be more
than
ferrament
I'm living solo
dans ma poche
because nobody
me conosc
parmis les rubinets
you can see
je ne peux pas vivere
accussì
accussì
you can see
oh, sto male
sto male
sto proprio male
sto male
I feel so solo
dans ce mond
because nobody
me comprend
parmis les rubinets
you understand
life should be more
than
ferrament
solo
solo
solo
Lasciami andare
non mi stringere più
you've asked me to hold you
but the holding is through
Ti ho visto leggermi la mente
era un dolore sconvolgente
perché non provi a fare un po' più piano dai
Mi camminavi tra i pensieri
e non negarlo perché c'eri
perché non provi a fare un po' più piano
La mente è debole, lo sai
e prima o poi la romperai
Lasciami andare
non mi stringere più
you've asked me to hold you
but the holding is through
I saw you looking into my brain
and that was giving me so much pain
why don't you try to be a little softer
I found you walking through my best thoughts
I don't like it, it was painful
why don't you try to be a little softer
La mente è debole, lo sai
e prima o poi la romperai
Lasciami andare
non mi stringere più
you've asked me to hold you
but the holding is through
Allora è andata, l'ho fatto, ho vinto l'emozione
e ho spremuto l'agendina come al cinema Verdone
e ho chiamato, a caso, tra quelli della scuola
e cioè Pierangelo, Tommaso, Rita, Cesare, Nicola
e tutti gli altri, pensando: deciderà il destino
così dopo un'oretta finalmente mi ha risposto Pino
"Pino? Daniele", lui si è sentito male
poi ha capito e mi ha proposto "fra mezz'ora dietro l'ospedale"
Vino? A quest'ora? Non ho mangiato ancora
ma ti seguo, va bene, brindiamo al nostro incontro insieme
allora, su, racconta, dai, stai sempre con Elisa?
ah... non sapevo... peccato... scusa
adesso me lo spiego questo aspetto trasandato
e i capelli sulla fronte che ti hanno abbandonato
ma che strano... mi era giunta voce di un bambino
era vero? ma allora! eh, Pino Pino Pino Pino...
Va beh, però il lavoro, grandi soddisfazioni
voglio dire, quei tuoi articoli ormai costano milioni
adesso è un po' che non li leggo, ma li ho stampati in mente
che sapienza la tua penna, così ironica e pungente
e bravo Pino! se penso che al liceo ti sfottevamo
per i voti scandalosi che prendevi in italiano
e invece adesso un tuo commento come pesa!
come dici, licenziato? te li scriveva Elisa?
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
vedi che sei stronzo
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
non c'è dubbio sei uno stronzo
Però peccato Giuseppe, o Pino per gli amici
mi colpiscono davvero queste cose che mi dici
anche se noi, ricordi, dai tempi del Mamiani
solo a stento riuscivamo a sopportarci e non alzar le mani
eppure mi pare di potere dire che era vero ardore il nostro
un puro e duro scontro, tosto e aperto, e motivato, rammenti
da tesissimi dibattiti politici e ideali divergenti che non ho scordato
infatti, con tutta l'acqua che è passata sotto i ponti
mi domandavo, in fin dei conti
ormai è difficile intuire e calcolare con chi litigare
in questo nuovo e fragile sistema bipolare
allora Pino, infine, non tenermi sulle spine
alle elezioni dove hai messo le tue crocettine?
beh? Cos'è non lo puoi dire?
"no, è che quel giorno non sono potuto uscire, mi sentivo un pochettino male..."
ma vaffan...
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
vedi che sei stronzo
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
non c'è dubbio sei uno stronzo
Comunque ormai ci siamo, facciamoci un giretto
o per lo meno allontaniamoci dalla sala d'aspetto
poi che scelta un ospedale per un appuntamento
e scusa smettila di bere Pino, questo è almeno il quinto!
a proposito: lavoro, moglie e attività sociale
mi hai spiegato, senza offesa, la catastrofe totale
come va con la salute che ti vedo pallidino?
oh! Pino?.. Pino?.. Pino?!
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
vedi che sei stronzo
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino Pino
non c'è dubbio sei uno stronzo
Tutto questo tempo
eri qui
con tutto questo
vento
qui
senza fare niente
qui
inutilmente
qui
tutta questa vita
ero qui
terra tra le dita
qui
aiuto ancora
aiutami
stupidamente
qui