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Sei in: home page > la mia musica > Giorgio Gaber > il signor G.

Il Signor G.

Prologo:
SUONA CHITARRA.

Se potessi cantare davvero
canterei veramente per tutti,
canterei le gioie ed i lutti
e il mio canto sarebbe sincero.
Ma se canto così io non piaccio,
devo fare per forza il pagliaccio!

E allora...
Suona chitarra, falli divertire,
suona chitarra, non farli mai pensare
al buio, alla paura,
al dubbio, alla censura,
agli scandali, alla fame,
all'uomo come un cane
schiacciato e calpestato.

E allora...
Suona chitarra, falli divertire,
suona chitarra, non farli mai pensare
suona chitarra mia.
E tutti in allegria.

Se potessi cantare io sento
che sarei veramente contento
ed il canto sarebbe qualcosa,
la chitarra sarebbe una sposa.
Ma io debbo soltanto piacere,
divertire la gente e scherzare!

E allora...
Suona chitarra, suona i tuoi accordi,
suona più forte che si diventi sordi.
Tutto è già passato,
è gia dimenticato
e solo chi oggi è buono
domani avrà il perdono,
il foglio del condono!

E allora...
Suona chitarra, falli divertire,
suona chitarra, non farli mai pensare
suona chitarra ancora.
E tutti alla malora!

E allora...
Suona chitarra, falli divertire,
suona chitarra, non farli mai pensare,
suona chitarra, forte i tuoi accordi,
suona più forte che si diventi sordi.
Suona chitarra, suona chitarra, suona chitarra...

Prima ricorrenza:
IL SIGNOR G NASCE.

parlato: "Stanza 132, ore 18, è già nato, sì, un maschio, 2 chili e 9".
"Ma come è bello, tutto suo padre".
"No tutto sua madre, ma che dici?
Sì, sì, tutto bene, parto naturale, non se n'è neanche accorta".

Quanti fiori colorati,
sono nato in una serra,
quanti volti emozionati,
quanta gente che mi afferra,
che fortuna ho tanti amici
e son qui tutti felici,
tra sorrisi e complimenti
prendo i primi sacramenti.
Ma che nome mi daranno,
forse G. come mio nonno...
io mi giocherei la vita
che quei tipi lì lo fanno.

Ma com'è grasso, uhè, uhè,
ma com'è bello, uhè, uhè,
guardalo povero piccolo,
prendilo povero piccolo,
dammelo un po' anche a me, uhè.

"Un amore di bambino,
una vera meraviglia",
è la voce della zia
con quel mostro di sua figlia.
C'è anche lui tutto sudato,
quel maiale con gli occhiali,
che si vede raramente
solo in casi eccezionali.
E incomincia fra i commenti
la sfilata dei parenti,
ma io proprio con capisco
perché son così contenti.

Ma com'è grasso, uhè, uhè,
ma com'è bello, uhè, uhè,
guardalo povero piccolo,
prendilo povero piccolo,
dammelo un po' anche a me, uhè.

Poi si mettono a mangiare
per concludere la festa,
uno si alza col bicchiere
ma gli gira un po' la testa:
"Sarà un uomo assai importante,
forte, bello e intelligente!".
"Ma sta calmo che magari
poi diventa un deficiente!".
A proposito del nome,
proprio G. come mio nonno...
avrei voglia di reagire
ma per ora ho troppo sonno.

Ma com'è grasso, uhè, uhè,
ma com'è bello, uhè, uhè,
guardalo povero piccolo,
prendilo povero piccolo,
guardalo povero piccolo,
prendilo povero piccolo,
guardalo povero piccolo,
prendilo povero piccolo,
dammelo un po' anche a me, uhè.

Giuoco di bambini:
IO MI CHIAMO G.

E' nato in un prato un fiore delicato,
è nato in un prato un fiore delicato.
E' nato, è nato...

a) Io mi chiamo G.
b) Io mi chiamo G.
a) No, non hai capito, sono io che mi chiamo G.
b) No, sei tu che non hai capito, mi chiamo G anch'io.
a) Ah, Il mio papà è molto importante.
b) Il mio papà no.
a) Il mio papà è forte, sano e intelligente.
b) Il mio papà è debole, malaticcio e un po' scemo.
a) La mia mamma è molto bella assomiglia a Brigitte Bardot.
b) La mia mamma è brutta, bruttissima, la mia mamma assomiglia a... la mia mamma non assomiglia!
a) Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
b) Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto, ma poco perché tartaglia.
a) Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con diciotto locali spaziosi.
b) Io vivo in una casa piccola, praticamente un locale, però c'ho diciotto fratelli.
a) Il mio papà è molto ricco guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese, fa un miliardo al giorno.
b) Il mio papà è povero guadagna 10.000 al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa, circa 10.000 al giorno... al primo giorno, poi dopo basta.

E' nato in un prato un fiore colorato,
è nato in un prato un fiore già appassito,
il fiore colorato è stato concimato,
il fiore già appassito è stato trascurato.

Orbene affinché nel confronto quel fiore non ci perda diamogli un po' di merda!

EPPURE SEMBRA UN UOMO.

Eppure sembra un uomo,
vive come un uomo,
soffre come un uomo,
è un uomo!

Nasce fragile ed incerto,
poi quando ha la ragione
si nutre di sopprusi e di violenza,
e vive e non sa il perché
della sua esistenza.
E' così compromesso
con ogni compromesso,
che oramai più nulla
nè sente nè vede
e il compromesso è l'unica sua fede.

Eppure sembra un uomo,
vive come un uomo,
soffre come un uomo,
è un uomo!

Sul muro c'era scritto:
"Alzateci il salario!",
l'ha cancellato un grande cartellone
con scritto "Costa meno il mio sapone!".
Hanno arrestato un ragazzo
che aveva rubato tre mele!
Vi prego, fate un po' di beneficienza,
sarete in pace così con la vostra coscienza.

Eppure sembra un uomo,
vive come un uomo,
soffre come un uomo,
è un uomo!

In ditta c'è un salone,
lavorano mille persone,
per me è già difficile la vita in due
e credo che prima o poi ci divideremo.
Mio padre è mio padre,
mio padre è un brav'uomo,
mio padre tratta tutti da cretini:
i vecchi bisogna amazzarli da bambini!

Eppure sembra un uomo,
vive come un uomo,
soffre come un uomo,
è un uomo!

Eppure sembra un uomo,
vive come un uomo,
soffre come un uomo,
è un uomo, è un uomo!

Una storia normale:
IL SIGNOR G E L'AMORE.

parlato: Da un recente statistica sui matrimoni risulta che:
- il 2% riguarda quei coniugi che hanno trovato nell'unione la più completa felicità e si ritengono eternamente innamorati;
- nel 9% dei casi si raggiunge una convivenza serena pur nel superamento di qualche difficoltà;
- solo nel 10% dei casi avviene la separazione vera e propria;
- per il rimanente 79%, la maggioranza, il matrimonio continua, ma come?

"Le chiedo scusa". "Prego non è niente".
"Potremmo anche darci del tu".
"Lei è così seria, è anche intelligente,
come vorrei conoscerla di più".

E poi, e poi, e poi,
come sei bella, come sei bella,
ho tanto bisogno di te,
tu sei la donna della mia vita,
ti chiedo di stare con me
perché ti amo, perché ti amo,
ma com'è bella la vita in due!

"Ti voglio bene, mi sono affezionato,
ma a volte mi sento un po' giù.
No, no, non faccio scene, ho sempre sopportato
ma da tempo non parliamo quasi più.

E poi, e poi, e poi,
parlato: e poi ci sono i figli.
No non possiamo... e i nostri genitori?
Bè quello sarebbe il meno. Certo che è dura: gli amici, la gente, il lavoro, sì anche il lavoro...
Non possiamo lasciarci.
E allora continuare così per i figli, per tutti, la risata davanti agli altri, tutto tranquillo, regolare, il tradimento piccolo borghese, la falsità, la commedia, la meschinità...

E poi, e poi, e poi,
com'eri bella, com'eri bella,
avevo bisogno di te,
eri la donna della mia vita,
ti ho chiesto di stare con me
perché ti amavo, perché ti amavo,
ma com'è bella la vita in due...

G ACCUSA.

Io accuso, io accuso l'umanità, io accuso le grandi potenze che sfruttano i piccoli stati, io accuso l'autorità, il potere non democratico, accuso la democrazia, io accuso il governo, gli intrighi, gli imbrogli, la corruzione, io accuso la stampa, io accuso la televisione, io accuso il mondo della canzone, io accuso Sanremo... a proposito... se telefonano quelli del Festival digli che accetto comunque, che la canzone è già pronta!

IL SIGNOR G DALLA
PARTE DI CHI.

"Mi creda io sono un padre moderno,
conosco i ragazzi e i loro problemi".
"Signora Marchesa, latte o limone?
Son quasi le cinque è l'ora del tè".

"E' un buon elemento farà molta strada
e poi ci sa fare, ha il senso del dovere".
"Dovevi giocare il sette di fiori
poi andare dal morto e fare l' "en passe" ".

"Miei cari signori dal nostro bilancio
risulta opportuno ridurre le spese".
"E' molto importante si serve col ghiaccio,
due parti di vodka e una di gin".

"E' un'ottima barca, mi sembra un affare,
accetti un consiglio, ci pensi avvocato".
"Pensavo a mio figlio, ho fatto di tutto
ma lui se n'è andato, ma lui se n'è andato".

coro: rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione...

La voglia di andare, la voglia di reagire,
con quanto coraggio, con quanta paura...
coro: con quanto coraggio, con quanta paura... rivoluzione, rivoluzione...

La voglia di fare e di ricominciare,
con tutta la rabbia, con tutto l'amore...

coro: con tutta la rabbia, con tutto l'amore...

Basta, basta, basta con i discorsi di evoluzione e di libertà.
Basta, basta, basta con i miti assurdi di produzione e di civiltà:

la radio, il giradischi, la televisione a prezzi speciali...
coro: no!

Il frigo, gli elettrodomestici e poi la macchina presa a cambiali...
coro: no!

Con tutta la rabbia, con tutto l'amore,
con tutta la rabbia, con tutto l'amore,
con tutta la rabbia, con tutto l'amore...

parlato: Dalla parte di chi?
Beh, solo per il fatto che sono giovani, hanno ragione per forza.
Il fatto è che poi io in fondo mi domando ma me ne importa poi tanto di queste cose?
No, non voglio fare il discorso... il discorso che sono "fuori". No è chiaro, quando ci penso, ho il cervello, me ne importa... Ma io dicevo dentro, proprio di queste cose per la mia vita, come fatto fisico, avrei voglia di prender su la famiglia, di andarmene un po' in campagna, poi dicono che uno si siede... non è che uno si siede...

IL SIGNOR G SUL PONTE.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
tira un gran vento e piove un po',
è notte fonda, c'è qualche lume
sto sopra il ponte e guardo il fiume.

A cosa pensi, mio signor G?
Pensi alla vita a ciò che finì,
a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto,
al tuo coraggio, al tuo passato, che è già passato!

L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
dentro quel buio, oltre quel buio,
fa molto freddo, è quasi inverno,
sto sopra il ponte in un inferno.

In un inferno, mio signor G,
via, non diciamo frasi così,
"tutto s'aggiusta" questo è il tuo motto
non lo ricordi, hai sempre avuto quello che hai dato.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
come una nenia che non finisce,
io che la guardo come assopito,
ci farei un tuffo tutto vestito.

Tutto vestito, mio signor G,
ma lascia stare va via di lì,
ritorna a casa tra le tue mura,
tra i tuoi parenti, se hai strane voglie, pensa a tua moglie.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
che non riflette neppure una stella,
passa una coppia, vive qualcuno
e su quel punte non c'è più nessuno...

L'ORGIA:
ORE 22 SECONDO CANALE.

Ero lì... in un'orgia, in mezzo a della gente che conoscevo poco e che non era molto attraente.
Ero lì in un'orgia ma... non ci avevo voglia e allora me ne stavo un po' in disparte, per rappresaglia.
"No grazie, senza complimenti, il genere non mi interessa; oh Dio se proprio insiste, se dice che è una scommessa...".
Ero lì in un'orgia facevo qualche cosa ma non mi ricordavo una serata così noiosa.
"No mi creda mi diverto molto, così sono solo un po' in soggezione, però mica le dispiace se accendo la televisione?".
Ero lì in un'orgia e per primo mi fermo ma man mano anche gli altri sono distratti dal teleschermo, e così tutti nudo sul secondo canale vediamo un film d'amore un po' vecchiotto ma niente male, bello sì.
"A me piace perché alla fine i due si sposano."
"Ah sì anch'io sono per il lieto fine, mica come quei film moderni lì, che non si capisce mai niente, in fondo sono un sentimentale... scusi avvocato ha mica visto le mie mutande per caso?"

LE NOSTRE SERATE.

Molti mi dicono: "Sei fortunato
tu che hai trovato un lavoro sicuro,
bello, tranquillo, interessante
e che ti rende decentemente".

Io penso alle nostre serate,
stupide e vuote...

"Ti passo a prendere.". "Cosa facciamo?"
"Che film vediamo?". "No, l'ho già visto".
Tutto previsto.

Molti mi dicono: "Non hai diritto
di lamentarti, ti puoi permettere
qualche parentesi, qualche evasione
tu che hai un lavoro di soddisfazione".

Io penso alle nostre serate,
stupide e vuote...

"Vuoi bere qualcosa?". "Grazie, l'ho già preso
il caffè su in casa". "Che cosa vuoi?"
"Niente.". Ti annoi.

Molti mi dicono: "Ma cosa cerci?
Cosa pretendi? Non fare il nevrotico,
hai una ragazza che ti vuol bene,
ti lascia libero, non ti fa scene".

Io penso alle nostre serate,
stupide e vuote...

Le 9 e un quarto, due passi al centro
destinazione al solito bar,
televisione.

Io penso alle nostre serate,
stupide e vuote...

Io penso alle nostre serate,
stupide e vuote...

COM'E' BELLA LA CITTA'.

parlato: la città di Milano ha una struttura tipicamente concentrica. I nostri interventi tendono a razionalizzare dov'è possibile tutto ciò che riguarda la viabilità, i servizi, le strutture primarie, le infrastrutture. Si deve dare al cittadino uno spazio vitale, abitabile, confortevole, soprattutto congeniale alla sua natura intima e al tempo stesso operosa. In questo contesto¼ In questo contesto¼ In questo contesto¼

Vieni, vieni in città,
che stai a fare in campagna,
se tu vuoi farti una vita
devi venire in città.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce,
con tanta gente che lavora,
con tanta gente che produce.

Con le réclames sempre più grandi,
coi magazzini, le scale mobili,
coi grattacieli sempre più alti
e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Vieni, vieni in città,
che stai a fare in campagna,
se tu vuoi farti una vita
devi venire in città.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce,
con tanta gente che lavora,
con tanta gente che produce.

Con le réclames sempre più grandi,
coi magazzini, le scale mobili,
coi grattacieli sempre più alti
e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è...

Vieni, vieni in città,
che stai a fare in campagna,
se tu vuoi farti una vita
devi venire in città.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce,
con tanta gente che lavora,
con tanta gente che produce.

Con le réclames sempre più grandi,
coi magazzini, le scale mobili,
coi grattacieli sempre più alti
e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Com'è bella la città,
com'è grande la città,
com'è viva la città,
com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce,
con tanta gente che lavora,
con tanta gente che produce.

Con le réclames sempre più grandi,
coi magazzini, le scale mobili,
coi grattacieli sempre più alti
e tante macchine sempre di più,
sempre di più, sempre di più, sempre di più¼

IL SIGNOR G
INCONTRA UN ALBERO.

parlato: Io, G.G., vivo e lavoro a Milano...
Il Lattarius gigante è un albero secolare di colore biancastro, vive preferibilmente nei boschi di conifere e latifoglie.

Ho incontrato un albero,
era solo in mezzo a un prato,
e allora l'ho guardato
e mi sono spaventato.

Al di là dell'albero
un uccello innamorato
continua a volare
per farmi ricordare.

Ed io che ho lavorato, lavorato, lavorato
ora mi fermo un momento a guardare
per seguir, sì, gli errori del mio passato
e quella vita che mi avete rubato.

parlato: E` tardi, fra i rami sul Ticino un beccaccino sfiora le foglie, travolto dagli spari...

VOLA, VOLA:
IL SIGNOR G E LE STAGIONI.

Tiepido il sole ci annuncia che la primavera ci porta i suoi fiori,
ma il nostro pensiero è lontano e già corre all'estate che presto verrà.
E quando il caldo ci stanca sogniamo l'autunno e i suoi tenui colori
e poi, poi ritorniamo in inverno e tutto di nuovo comincerà.

Vola, vola, cerca il tuo tempo perduto,
Vola, vola, cerca la felicità.

Presto ogni uomo capisce quanto sia importante avere una donna,
quando la incontra è sicuro di avere trovato la felicità.
Ma il tempo passa e col tempo ti accorgi che spesso l'amore t'inganna,
hai lei vicino e sei solo e vorresti riavere la tua libertà.

Vola, vola, cerca il tuo tempo perduto,
Vola, vola, cerca la felicità.

Ed ogni volta mi chiedo se ho ancora la forza di ricominciare,
il nostro amore è un po' stanco ma anche questa volta si salverà.
Provo a tornare nei luoghi dove tu solo tu, mi hai insegnato ad amare,
ma quasi sempre c'è un prato che aveva un colore che adesso non ha.

Vola, vola, cerca il tuo tempo perduto,
Vola, vola, cerca la felicità.

Vola, vola, cerca il tuo tempo perduto,
Vola, vola, cerca la felicità.

PREGHIERA.

Signore delle domeniche, prova ad esserlo anche del lunedì e di tutti quei giorni tristi che ci capitano sulla Terra.
Signore dei ricchi e dei fortunati, prova ad esserlo se puoi, anche di quelli che non hanno niente, anche di chi ha paura e soffre, anche di chi pena e soffre, anche di chi lavora e lavora e lavora... e soffre e soffre e soffre.
Signore dei gentili e dei buoni, prova ad esserlo se vuoi, anche di quelli che sono cattivi e violenti perché non sanno come difendersi in questo nostro mondo.
Signore delle chiese e dei santi, signore delle suore e dei preti, prova ad esserlo se credi, anche dei cortili, delle fabbriche, delle puttane, dei ladri.
Signore, Signore dei vincitori, prova ad esserlo se ci sei anche dei vinti.

Amen.

IO CREDO:
AUTORITRATTO DI G.

Son sempre stato un uomo moderato
che sa trovare il buono dov'è,
non ho nemici e sono rispettato,
mi son fatto tutto da me:
ho una posizione, penso anche al domani,
nella mia vita ho sempre lavorato,
sono abbastanza contento di me.

Io credo all'amore, io credo all'onestà,
io credo all'onore, all'amicizia, alla bontà.
Io credo alla famiglia, alle persone che mi sono care,
credo alla voce del cuore che è la più grande verità.
Io credo alla vita, credo alla Santa Provvidenza,
con tutta la forza io credo, io credo, io credo...
io credo in Dio!

parlato: "Violenza per le strade: preoccupante il bilancio delle vittime"
"Per le vie del centro nuovi scontri tra forze dell'ordine e dimostranti"
"Continua la guerra civile, i morti sarebbero 20.000!"
"Fine della tregua: in alto mare i negoziati per la pace"
"Su un'isola del Pacifico è sperimentato un nuovo ordigno nucleare"

Il Signor G è un uomo moderato
che sa trovare il buono dov'è,
non ha nemici ed è rispettato,
e si è fatto tutto da sé:
ha una posizione, pensa anche al domani,
nella sua vita ha sempre lavorato,
ed è abbastanza contento di sé.

Lui crede all'amore, lui crede all'onestà,
lui crede all'onore, crede all'amicizia, crede alla bontà.
Lui crede alla famiglia, alle persone che gli sono care,
crede alla voce del cuore che è la più grande verità.
Lui crede alla vita, crede alla Santa Provvidenza,
con tutta la forza lui crede, lui crede, lui crede...
lui crede in Dio!

MARIA GIOVANNA.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.
Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

parlato: Come sto bene, sto proprio bene, sono in uno stato di benessere totale.
La mia mente è libera, serena, la mia fantasia si muove in spazi nuovi in un'atmosfera distesa e piacevole, vieni, vieni, vieni, vieni.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

parlato: Vedo, vedo esseri mostruosi che si inchinano come vermi al mio passaggio ed io sono su un bellissimo cavallo bianco... bianco o nero? Bè è lo stesso, sono su un cavallone... ma non è un cavallo... è una donna, sì, una donna bellissima, diciamo bella, carina, no neanche... macché è un uomo, sì, un uomo, un amico forte, sincero, leale... ma no non è neanche un uomo è un orribile... che mi sembra anche un po'...via, via, via, via, via.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

parlato: Maria Giovanna è la mia ragazza, la mia compagna, la più fedele delle compagne; più la conosci e più le vuoi bene, più sta con lei più la vorresti vicino per non separarti mai e io con lei, io con lei sto bene, sto veramente bene.
Ma anche voi vi trovo bene, sì state veramente benissimo, sì forse non come me, ma vi vedo tutti così uguali, sì, tutti con lo sguardo nella stessa direzione, sì, e andate tutti decisi per la stessa strada sul vostro... ma sì, anche voi, anche voi avete il vostro cavallo bianco, bravi sì, e anche voi cantate mi pare già di sentirvi sì, sì, sì, sì, sì.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Vieni Maria Giovanna,
Maria Giovanna vieni da me.

Seconda ricorrenza:
IL SIGNOR G MUORE.

parlato: "Stanza 132, ore 18, è espirato, sì il cuore, come il suo povero papà, sembra che dorma. Quanti anni aveva?
Però. No, non ha sofferto, non se n'è neanche accorto".

Oh, che bella processione,
mi han portato in questa fossa
e con quanta commozione
han deposto le mie ossa.
M'han voluto proprio bene,
una bella passeggiata
anche se la prima classe,
bè, mi sembra esagerata,
questo spreco di lumini
e questo coro di bambini
e quei preti mascherati
chissà quanto son costati.

Com'era caro, ahi, ahi,
com'era buono, ahi, ahi,
sembra davvero impossibile,
pensa che cosa incredibile,
lui non c'è più, uhè.

C'è anche quello con gli occhiali
che sta lì tutto sudato,
lo avrò visto due o tre volte
dal quel giorno che son nato.
Quanta gente affezionata,
che premura, che assistenza,
c'è una busta sigillata
state calmi, che impazienza.
Ma c'è scritto solamente:
"G. saluta la sua gente!",
s'è mangiato tutti i soldi
non vi lascia proprio niente.

Com'era caro, ahi, ahi,
com'era buono, ahi, ahi,
sembra davvero impossibile,
pensa che cosa incredibile,
lui non c'è più, uhè.

Com'era caro,
com'era buono,
sembra davvero impossibile,
pensa che cosa incredibile,
lui non c'è più, uhè,

sembra davvero impossibile,
pensa che cosa incredibile,
lui non c'è più, uhè,

sembra davvero impossibile,
pensa che cosa incredibile,
lui non c'è più, uhè...

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