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(Paura)
Case bianche baciate da un sole che luce non ha
Strano sole
Treni cosmici partono e non ritornano più
Da quel sole
La paura che ormai corre dentro di me che so.
Resterà di noi solo un grande falò.
Ombre calde che bruciano l'aria al di sopra di noi
Da quel sole
Mani fredde si aprono dalle rovine di noi
A quel sole
La paura che ormai corre dentro di me che so.
Resterà di noi solo un grande falò.
Il silenzio e la luce ora stanno tornando lassù
Strano sole
Anche se siamo polvere al vento ora scaldi anche me
Strano sole
Primavera se mai passerai per di qua, lo sai
Porterai con te anche un poco di me.
(Egoismo).
Io non ho padre
Io non ho madre.
Nella
Nella mia vita non ho amato nient'altro che me.
Io non ho padre
Io non ho madre.
Nella
Nella mia vita non ho amato nient'altro che me.
(Dubbio)
Tutto il buio del passato
incertezza del futuro
ora mille anni chiusi in me.
La paura di morire
una gran voglia di amare
giorni e giorni a chiedermi perché.
Certo è meglio non pensare
avrò tempo di cercare
forse è meglio non sapere
non sentire, non vedere
non cercare, non cercare
avrò il tempo di sapere
di capire forse più.
Verdi gli occhi della vita
per l'invidia della gente
pochi azzurri in cui mi perderò.
Luce non mi abbandonare
la paura di mentire
sarò solo io davanti a me
griderò che è giusto amare
proverò a ricominciare
sarò libero di andare
di capire, di sentire
di parlare, di rubare
avrò il tempo di morire, di morire
un po' di più.
(Perdono)
Padre tu non sai l'angoscia del momento
in cui la ruota di quel treno fu su di me
e ti chiedo perdono.
Mentre mi portavano giù per la collina
vidi ancora la scuola che saltavo
per salire a giocare sui treni
e pregai di vivere tanto da provare il conforto
di chiedere perdono a te
che ancora non sapevi.
Dopo venne la tua voce
le tue lacrime grandi
mi bagnarono il viso
e mai io l'avrei fatto più.
Treno…
Padre tu non sai l'angoscia del momento
in cui la ruota di quel treno fu su di me
ma ti chiedo perdono.
(Libertà)
Notte chiara di luna piena
notte chiara sul lago di Kriss
notte chiara di primavera
passa un'ombra sull'acqua di Kriss.
Forse il vento caldo di primavera
fa da guida all'ombra che va
la luna accende fuochi d'argento
sull'acqua calda del lago di Kriss.
"O tu che puoi camminare sull'acqua rimani un poco a parlare con me"
l'ombra si ferma ed ascolta la voce
parla allora gran lago di Kriss.
"Da mille anni sto fra queste rive
non vedo che gli alberi intorno a me
il mondo e il prato
l'alba e l'imbrunire.
E la mia preghiera l'affido a te
fa che io possa vedere il mondo degli uomini
e le donne e il mare più profondo
le terre più lontane che potrò scoprire
la luce più abbagliante che potrò vedere
sto da mille anni fra queste rive
e la mia preghiera l'affido a te."
Luna chiara nel cielo scuro
è calda la notte sul lago di Kriss.
Risponde l'ombra con la voce del vento
"Vecchio lago tu non sai che cosa vuoi!
da mille anni stai fra queste rive
il mondo non è ciò che credi tu.
Inghiottirebbe il mare più profondo
le terre più lontane bruciano
la luce più abbagliante vedi tu ogni giorno
è pace ciò che senti intorno a te."
Notte cupa di cielo scuro
cala la luna su lago di Kriss
l'ombra è svanita
dissolta nel buio
torna il silenzio sull'acqua di Kriss.
(Speranza)
Verde prato
dentro me
la tempesta passata non è
ma vedo
dolce acqua.
Nei suoi occhi c'è la vita, c'è l'amore
Nel suo corpo c'è la febbre del dolore
Sta seguendo una luce che cammina
Lentamente tanta gente si avvicina.
Jesahel
Jesahel
Jesahel
Jesahel
Mille volti come sabbia nel deserto
Mille voci come onde in mare aperto
Terza strada sta sfiorando i grattacieli
Quinta strada sa voltando verso il sole.
Jesahel
Jesahel
Jesahel
Jesahel
Liberati dal cemento e dalle luci
Il silenzio nelle mani e nelle voci.
Jesahel
Jesahel
Jesahel
Jesahel