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Musica da ipovedere.

Non si vive di solo pane e occhiali, ma anche di musica e occhiali... :-).

Tra il nome dell'interprete del brano ed il testo, una breve introduzione/commento..

Indice.

Un ottico.

(cantata da Fabrizio De André).

E' difficile commentare in poche righe un brano come questo; però mi sembra quello ideale per iniziare questa antologia..

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali..

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare..

Primo cliente:.

Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare..

Secondo cliente:.

Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia..

Terzo cliente:.

Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola..

Quarto cliente:.

Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo..

Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!.

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Vorrei vedere le piramidi di Cheope.

(cantata dai Valanzaska).

Un'occhiata... dissacratoria sull'omertoso mondo degli "ipovisismi" e non solo....

Non distinguo le cose più banali
voglio gli occhiali
voglio gli occhiali.

Io non vedo ad un palmo dal mio naso
io vado a  caso
Sì, io vado a caso.

non distinguo le risa dai lamenti
voglio le lenti
trovar le cose per me è una storia dura
la montatura.

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope.

Sembra uguale la suora e la cubista
dall'oculista
dall'oculista.

Ho pagato una siga lire mille
le mie pupille
le mie pupille.

Mi hanno detto chi non rosica non risica
voglio una visita
fammi una visita.

sono inciampato su una tolla della cirio
voglio il collirio.

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope.

Mi hanno bocciato anche stavolta alla patente
non hanno torto
non vedo nuente.

mi rifiutano anche di partire a razzo
non hanno torto
non vedo un cazzo.

Tutti parlano del mio sguardo magico
non hanno torto
sono un po' strabico.

e poi confondo Berlusconi con il [bip]
ma questa volta
è proprio uguale.

Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope.

Non distinguo la rava dalla fava
ma, sarò la dava?....

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La casa In riva al mare.

(cantata da L. Dalla)

Sogni, speranze, follie, illusioni, impotenze, rassegnazioni, ipovisioni...

Dalla sua cella lui vedeva solo mare
ed una casa bianca in mezzo al blu.
Una donna si affacciava:
Maria, è il nome che le dava lui.
Alla mattina lei apriva la finestra
e lui pensava: "quella è casa mia,
tu sarai la mia compagna, Maria":
una speranza e una follia.

E sognò la libertà
e sognò di andare via, via
e un anello vide già
sulla mano di Maria.

Lunghi silenzi: come sono lunghi gli anni.
Parole dolci che s'immaginò:
"Questa sera vengo fuori, Maria,
ti vengo a fare compagnia".

E gli anni stan passando, tutti gli anni insieme;
ha già i capelli bianchi e non lo sa.
Dice sempre: "Manca poco, Maria,
vedrai che bella la città".

E sognò la libertà
e sognò di andare via, via
e un anello vide già
sulla mano di Maria.

E gli anni son passati, tutti gli anni insieme
ed i suoi occhi ormai non vedon più.
Disse ancora: "La mia donna sei tu"
e poi fu solo in mezzo al blu,
e poi fu solo in mezzo al blu,
e poi fu solo in mezzo al blu.
e poi fu solo in mezzo al blu...

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La bottega di filosofia.

(cantata da Ivano Fossati).

Visioni e ipovisioni per interpretare la realtà..

Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina che
riavvolge il tempo
sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo
il tempo..

Oggi chiamano filosofi se stessi
gli insegnanti di filosofia
io vedo chiaramente quello che ho d'intorno
vedo senza aiuto
e meglio senza occhiali..

Guardate ragazzi il meridione della terra
l'antartide che oggi ci sovrasta
lo stomaco del mondo è capovolto
come un sacco ci sventola sulla testa
sono un visionario filosofo di bottega
osserva e se ne frega in fondo
perchè vede e soprattutto non ricorda
vede e soprattutto non ricorda..

Io me li ricordo i fatti e le parole
l'odore del desiderio delle belle da marito
le corse in macchina per Genova di pietra..

Il suono delle promesse la luce dentro gli occhi
e quello che non ricordo non lo vedo
come non c'è confine fra i deserti
nuoto dentro un lago di montagna
e ascolto tutti
come da una radio calma
di onde d'acqua..

Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo..

Abbiamo tutti un amico che non parla
oppure non capisce o non ci sente
al mio leggo i giornali qualche volta
nelle domeniche di sole a tradimento..

Sono un borghese visionario
lui un rivoluzionario cieco
io un servo sciocco
lui uno che intreccia il vento
e non sappiamo che rivoluzione fare
e allora rimando ragazzi e insegno a rimandare..

Oggi chiamano astrologi se stessi
i pasticcioni di numerologia
voi vedete bene e chiaro e fate e dite
eppure vi conviene non capire
è che siete fottuti e felici titolari
di una bottega di filosofia come la mia
come la mia..

Sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina che
riavvolge il tempo
sono un visionario vedo quello che non c'è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo
il tempo..

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Ali di Pepo.

(cantata da Federico Salvatore).

Ipovisioni, "visioni", sogni....

Ho visto un cane abbandonare
il suo padrone per la strada
e un pescatore cavalcare
in fondo al mare un pesce spada..

Ho visto un diavolo pregare
col Crocifisso fra le dita
e un Gesù Cristo litigare
prima con Pietro e poi con Giuda..

Ho visto un lupo ed un agnello
giocare insieme e darsi spago
e finalmente quel cammello
passare la cruna di un ago..

Ho visto il piombo galleggiare
ed una piuma andare a fondo
un pentolone per saziare
la fame giù nel terzo mondo..

Ho visto un uomo di colore
un giorno diventare bianco
la cattedra di un professore
sostituita con un banco..

Ho visto un principe tornare
nel suo castello fatto in aria
e nelle scuole cancellare
le guerre dai libri di storia..

Ma non vorrei vedere mai
negli occhi puri di un bambino
quanta paura c'ha di noi
anche di me se mi avvicino..

Se in quella favola del circo
resta un ricordo di violenza
se in quella favola c'è un orco
che gli ha rubato l'innocenza..

Ho visto un santo bestemmiare
mentre perdeva la sua testa
e un millepiedi camminare
sul filo di un equilibrista..

Ho visto rondini di sera
tornare sui tetti d'inverno
e un fiore secco a primavera
poi rifiorire in un quaderno..

Ho visto su nell'universo
la prima immagine di Dio
ed era un Dio così diverso
da quello che credevo io..

Ma non vorrei vedere mai
negli occhi puri di un bambino
quanta paura c'ha di noi
anche di me se mi avvicino..

Se in quella favola del circo
resta un ricordo di violenza
se in quella favola c'è un orco
che gli ha rubato l'innocenza..

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Bobo merenda.

(cantata da Enzo Jannacci).

Ipovisione e antimilitarismo..

Bobo merenda
aveva ragione
un giorno che dal caldo
partiva per lavoro
trovò sopra un signore
una lente a contatto
e all'improvviso vide
vide il suo vero amore
si chiamava Blanca
con gli occhi di cartone
di cartone.

Bo-bo-bo-bo...
Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò..

E Blanca domandava
ma che lavoro fai
laggiù nell'officina
ma Bobo non parlava
a lui hanno detto
quelle strane uova
con le ali di metallo
son cose per bambini
devi avvita e svitare
svitare e avvita
meglio di non parlare
meglio.

Bla-bla-bla-bla...
Blanca s'innamorò
Blanca s'innamorò
ma del lavoro di Bobo
mai, mai più si parlò..

Ma Bobo innamorato
divenne curioso
e un dì al capo officina
chiese: scusi ingegnere
io che lavoro faccio
e se questa roba
è roba per bambini
Perchè c'è scritto sopra
c'è scritto così in grande
c'è scritto dappertutto
attenzione, pericolo,
meglio non agitare
meglio.

Bla-bla-bla-bla...
l'ingegnere parlò
l'ingegnere parlò
fu anche molto preciso
ma Bobo non lo ascoltò.

Questa è un storia allegra
segreto militare
una storia d'amore
meglio non raccontare
io posso solo dire
di Bobo merenda
uno che lavorava
perché era innamorato
forse per uno sbaglio
ci rimane soltanto
la lente a contatto
la lente a contatto.

Bo-bo-bo-bo...
Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò..

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Invisibile.

(cantata da Ivano Fossati).

L'ipovisione è qualcosa di più grande....

Invisibile
il vertice puro dell'allegria
invisibile
il pianoforte del dio silenzio
invisibile..

Invisibile
ogni buon maestro che si fa invisibile
l'atto e la parola
né sciabola né bastone
invisibile..

Invisibile
una pace anche piccola
un caso d'amore
un popolo che sia capace di ricostruire il silenzio
dalla simulazione di un sogno
invisibile..

E l'invisibile limpidità
la misura del tempo
la grande arte è un mestiere piccolo
invisibile..

Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile..

Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale..

È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile..

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Faceva il palo.

(cantata da Enzo Jannacci).

Ipovisione: arte e sofferenza dell'arrangiarsi....

(Parlato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
ma era sguercio,
non ci vedeva quasi più,
ed è stato così che li hanno presi senza fatica,
li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui..

(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
quand è passa' davanti a lu un carabinier
insomma un ghisa, tri cariba e un metronotte:
nanca una piega lu la fa, nanca un plisse'..

Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté..

(parlato)
Così precisi come quei della Mascherpa
sono rimasti lì i suoi amici a veder i carabinieri,
han detto "Ma come, brutta lugia vaca porca,
il nostro palo, bruta bestia, ma dov'è ??".

(cantato)
Lui era fisso che scrutava nella notte,
l'ha vist na gota, ma in cumpens l'ha sentu nient,
perché vederci non vedeva un autobotte,
però sentirci ghe sentiva un acident..

Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo con passione e sentiment..

Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han mena' via che era già mort quasi mesdì,
lui sempre fisso che scrutava nella notte
perché ci vedeva i stess de not cume del dì..

(parlato)
Ed è lì ancora come un palo nella via,
la gente passa, gli dà cento lire e poi, poi se ne va...
lui circospetto guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta perché ormai l'è un po' arrabbià..

(cantato)
Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortica,
perché lui dice: "Non si fa così a rubar !!.

(parlato)
Dice "Ma come, a me mi lascian qui di fuori,
e loro, e loro chissà quand'è che vengon su...
e poi il bottino me lo portano su a cento lire,
un po' per volta: a far così non finiamo più!!!
No, no, quest chi l'è proprio un laurà de ciula,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più:
io vengo via da questa banda di pistola,
mi metto in proprio, così non ci penso più..

(cantato)
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo perché l'era il so mesté,
Faceva il palo nella banda dell'Ortica,
faceva il palo,
il palo,
perché l'era,
perché l'era il so mesté....

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Lunaspina.

(cantata da Fiorella Mannoia).

L'ipovisione e la latente difficoltà di conviverci..

Io mi vesto normalmente
come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa
e poi non deve andare via
mi avvicino alle persiane
sento il mondo che fa rumore
e gli orologi di una casa
non si fermano mai.

e mi fido facilmente
delle ombre via via
che riesco ad essere assente
e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene
i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa
non s'imparano mai..

Ho un lavoro quì vicino
il mio lavoro non mi piace
perché mi consuma gli occhi
e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere
in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare
io sono quì che vivo.

io no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono quì che aspetto
io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola.

come tarda questa notte
la mia lunaspina
venga giù alla finestra
quella luce bambina
venga giù dal silenzio
mia cara compagnia
coi miei muscoli stanchi
son quì che aspetto.

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle da sola.

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l' ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l' ho amato il mio dolore
e adesso canto sola.

come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè..

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Occhi neri.

(cantata da Fiorella Mannoia).

Ipovedenti d'aprile....

Occhi neri occhi neri
assoluti e sinceri
occhi amati e sognati
occhi desiderati
La bellezza è cattiva
la mia strada non ci arriva
e il mio amore non sa perché..

Occhi neri e distanti
calamita e diamanti
occhi belli e impazienti
due sparvieri vibranti
Che ti lasciano muto
tramortito, seduto
e non riesci a capire perché..

Occhi senza ritorno se ne va un altro giorno
occhi senza parole io li guardo passare
scioglierò questa neve questo inverno sarà breve
e il coraggio magari verrà..

Occhi neri occhi neri 
assoluti e sinceri 
occhi attesi e cercati 
occhi sconsiderati 
La bellezza è cattiva 
la mia mano non ci arriva 
ed io ancora non so bene perché..

Occhi senza ritorno è arrivato il mio giorno
occhi senza parole io non so più aspettare
scioglierò questa neve questo aprile sarà breve
e il mio amore lo ricorderà.
Scioglierò questa neve il dolore sarà lieve
e il mio amore lo ricorderà.
Scioglierò questa neve il dolore sarà lieve
e il mio amore mi ringrazierà..

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Per come ti amo.

(cantata da Piccola Orchestra Avion Travel).

C'è chi guarda e chi s'incanta..

Se la gente sapesse
E magari fingesse
Si girerebbe dall’altra parte
Ed invece ti guarda pensando è carina
Sembra ancora una bambina
Ed io sono bruto un uomo d’onore
A cui il popolo conta le ore
Ti ho presa da più lontano
Dice la gente
Che sono un uomo da niente
Il mare era forte
E l’aria odorosa
Ed io sto pensando cos’è questa cosa
Non ho sentito hai detto qualcosa
Non hai sentito anche tu
Se io ne parlassi dicendo è innocente
Sarei ridicolo come il presente
Ed invece ti guardo pensando è carina
Ma il mondo gira peggio di prima
Ed io sono stanco di questo incanto
Vorrei portarti una volta soltanto
Molto lontano
Per come ti amo
Niente di male niente di strano
Il mare era forte e l’aria odorosa
Ed io sto pensando che brutta la cosa
Quando mi hai detto sei stanco riposa
Sei stanco riposa un po’ qui
Ed io sono stanco di questo incanto
Vorrei averti una volta soltanto
Per starti vicino senza parlare come chissà.

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Construção (Costruzione)

(cantata da Chico Buarque).

Stessa realtà, più (ipo)visioni....

[traduzione dal portoghese (brasiliano)].

Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò sua moglie come se fosse l'ultima
E ciascun figlio suo come se fosse l'ultimo
E attraversò la via col suo passo timido.

Salì la costruzione come se fosse macchina
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi velati di cemento e lacrime.

Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò fagioli e riso come se fosse principe
Bevendo e singhiozzando come se fosse un naufrago
Ballò e rise come se ascoltasse musica.

E inciampò nel cielo come se fosse un ubriaco
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E si arrestò al suolo come se fosse un fardello flaccido
Agonizzò nel mezzo del passaggio pubblico
Morì contromano intralciando il traffico.

Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò sua moglie come se fosse l'unica
E ciascun figlio suo come se fosse il prodigio
E attraversò la via con il suo passo ubriaco.

Salì la costruzione come se fosse un solido
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti magiche
Mattone su mattone in un disegno logico
I suoi occhi velati di cemento e traffico.

Sedette per riposare come se fosse un principe
Mangiò fagioli e riso come se fosse il massimo
Bevendo e singhiozzando come se fosse macchina
Ballò e rise come se fosse il prossimo.

E inciampò nel cielo come se ascoltasse musica
E fluttuò nell'aria come se fosse sabato
Agonizzò nel mezzo del passaggio naufrago
Morì contromano intralciando il pubblico.

Amò quella volta come se fosse macchina
Baciò sua moglie come se fosse logico
Tirò su all'ultimo piano quattro pareti flaccide
Sedette per riposare come se fosse un passero
E fluttuò nell'aria come se fosse un principe
E si arrestò al suolo come un fardello ubriaco
Morì contromano intralciando il sabato..

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Giotto da Bondone.

(recitato da Giorgio Gaber - 1974).

Quando capire non significa vedere o ipovedere, ma, più semplicemente, guardare....

L’uomo capisce tutto, tranne le cose perfettamente semplici!....

In un paesino della Toscana del Dugento, zona purissima agricola e pastorizia, nacque un bambino di nome Giotto da Bondone. Il fatto che da grandicello se la facesse con le pecore non turbò molto, perchè era un ragazzo strano...
Il sesso dei grandi pittori rimane sempre per noi un fatto molto misterioso. Anche se fanno un originale televisivo, appena c’è una situazione interessante, non so, Giotto che accarezza la pecora con lo sguardo "giusto"... insomma sul più bello, arriva un attore con cravatta e occhiali che non c’entra niente, che gli strappa la pecora di mano e legge un foglio dagli studi di via Teulada!
Peccato... volevamo conoscere Giotto, e invece ci tocca inventare...
A me piace immaginarlo intelligentissimo, come noi, sì, sì lo vedo, lo vedo che disegna sui sassi ,con le matite colorate "Giotto", il megalomane, e pensa, perchè non è vero che non pensa a niente, pensa, pensa per esempio alla possibilità di fare un cielo diverso da come lo dipingevano prima. Rinnovare tutto, e come tutti sanno queste cose si possono fare soltanto elaborando con la logica e il ragionamento.
Per sviluppare la sua intelligenza Giotto si esercita a lungo nel gioco degli scacchi, legge "l’Espresso"... ora che il formato è piccolo gli torna anche meglio guardare le pecore... si abbona a "Panorama", si tiene in continuo contatto con Umberto Eco, segretario della Biennale di Bondone...
Il cielo si sa, nei quadri di allora è sempre dipinto d’oro, oro zecchino, implacabile e fisso! A Giotto non sembrava tanto giusto, e qui comincia il suo tormento.
Studia la duttilità dell’oro per modificarla, per portarla avanti, poi tenta un cielo... e gli viene tutto d’oro!
Studia la chimica, le stratificazioni... oro un po’ più chiaro, oro un po’ più scuro, ma sempre oro! Capisce che la chimica non può risolvere il suo problema.
Si occupa di filosofia, e siccome è intelligente diventa materialista: soltanto un cambiamento strutturale avrebbe potuto far cambiare il cielo.
Ragiona per giorni e giorni, non si può dire che non sia tenace, si sente abbastanza preparato per affrontarlo, poi ne dipinge uno...enorme!.. ...’PAAH’!…Tutto d’oro!
E’ in preda ad una crisi di nervi, soffre terribilmente di insonnia e per addormentarsi conta le pecore, ma non gli basta, si alza di scatto e parte per Milano, Giotto era un grande viaggiatore, sì, un viaggiatore di cultura, le pecore le vedeva solo negli intervalli, come noi. Milano, Bologna, Copenaghen, partecipa al primo convegno internazionale di semiotica, poi psicanalisi e politica, ormai la necessità di fare un cielo diverso è diventato un fatto collettivo, si mette al lavoro con gli altri, e pensa, pensa, tutti insieme elaborano il linguaggio nuovo per un cielo... per un cielo tutto d’oro!... Basta, basta, è furibondo, litiga con tutti, fa un gran casino, manda a fanculo Giorgio Bocca, Pasolini, la Kant, tutti, esce incazzato sbattendo la porta!...
Si sente più leggero, pensa anche di non andar più dallo psichiatra, e qui ha un’intuizione strana, che stravolge anche la mia interpretazione di Giotto intelligente... decide di farsi curare da un veterinario, così, come un animale.
Poi, gli casca l’occhio sul cielo e fa: "Boh... a me mi sembra azzurro!.. Maremma maiala il cielo è azzurro!".
E tutti: "No, no, il cielo è d’oro, è sempre stato d’oro, che sciocchezza, è d’oro, il cielo!".
Lo dipinge d’azzurro, il bestione ignorante, e tutti: "Eeeehh!...". E anche Umberto Eco, che è cieco ma intelligente : "Vuoi vedere che è azzurro davvero? Bastava guardare!... Ho capito!... Ho capito che non c’è niente da capire! Capire che non c’è niente da capire!... Ma non è ancora capire?.

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Il colore tuo.

(cantata da Mia Martini).

Difficile definire le persone con un colore...

Il colore tuo
non è il colore blu
non hai profondità di cielo tu
il colore tuo
non è né il verde né l'arancio
non ha slancio la tua gioventù.
Non hai la tinta dell'attimo che va
quando dietro al mare il sole morirà
né il giallo grano che l'estate ci darà
alle porte delle anonime città,
Il colore tuo
lo porto dentro me
potente e indefinibile com’è
il colore tuo
non mette l'allegria ma
è l'unico colore che ci sia.
Né il giallo grano che l'estate ci darà
alle porte delle anonime città.
Il colore tuo
lo porto dentro me
potente e indefinibile com'è
il colore tuo
non mette l'allegria ma
è l'unico colore che ci sia

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Il mio nemico.

(cantata da Daniele Silvestri).

Ci sono cose difficili da vedere....

Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro spera
che tu ci provi ancora
perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa
la fregatura è che è sempre un altro che paga
e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga
però chissà come mai qualsiasi cosa accada
nel palazzo lontano nessuno fa una piega
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada.

se vuoi tirare tira
ma non sbagliare mira 
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro giura
che ha la coscienza pura
ma sotto quella vernice ci sono squallide mura
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua.

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa.

e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione.

finché sei in tempo tira 
e non sbagliare mira
(sparagli piero, sparagli ora)
finché sei in tempo tira 
e non sbagliare mira
(sparagli piero, sparagli ora).

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora.

il mio nemico mi somiglia è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che dà
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora.

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Sulo pe' parlà (solo per parlare).

(cantata da Pino Daniele).

"...perché niente e nessuno può farti vedere...".

[traduzione dal napoletano a cura di Franco Frascolla].

Stringimi più forte
e fammi uscir la paura
di chi s'è reso conto
che non vuole nessuno
perché niente e nessuno
può farti vedere
e prova a girarti
dentro il letto di notte
con la smania di chi è stato
tutta la vita sotto
perché non sa mai
quello che dà
e poi... la colpa è mia
la colpa è mia
che non so più prenderti
è colpa mia
ma è solo per parlare....

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Parlare con gli occhi.

(cantata da Ivano Fossati).

...difficile; quasi sempre impossibile....

Gianni guidava distratto
per una notte per un centro città
in un Agosto separato dal resto
dell'umanità..

Con quelle stelle che piovono addosso
vicino a un mare di cera
coi pensieri non più tirati a lucido
ma lui in tenuta da sera..

Come si stupì lui stesso
lui così distratto
lui così solo
di scoprirsi a pensare a qualcosa
vicino all'amore..

Si stupì lui
così lontano
così distaccato
di scoprirsi a pensare a qualcosa
di passato..

Parlare un po' di più con gli occhi
si disse
senza paura che si acceleri il cuore
senza parole difficili
pensarlo giusto e solo amore..

Ma amore amore
t'avessi rincorso più forte
maledetto il mio sentimento
avrebbe aperto anche le sue porte..

Amore amore
avessi accarezzato la tua idea piano
col tempo avresti preso
anche la mia mano..

Parlare un po' di più con gli occhi
senza paura che si acceleri il cuore
senza parole difficili
pensarlo giusto e solo amore,.

Ma amore amore
cosa è che ci spaventa
amore amore
cosa è che si diventa.

E ancora ancora
ti avessimo cercato tutti più forte
il cuore della gente di oggi
non avrebbe porte..

Gianni guidava distratto
in quella notte in quel centro città
e si dava risposte difficili
come in questi casi si fa..

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Denny.

(cantata da Ivano Fossati)

Basta accendere la luce e volerla vedere...

Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
lo giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto

Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Nessuno lo intuisce

lo fra i tuoi occhi splendenti
Ci sto perduto nel mezzo
Se accendessi un'altra luce
Non la vedrei

Non c'è lavoro né pace
Qua intorno
Non c'è futuro né paga
Qua in fondo

C'è il mio capo al cancello
Che aspetta
Un'altra sigaretta
Poi vado
E lui di certo non sa
E di certo non capisce
Lui non lo vede l'amore
E nemmeno lo intuisce
lo fra i tuoi occhi splendenti
Sto perduto nel mezzo
Se si accendesse un'altra luce
Non la vedrei

Certi giorni non so nemmeno
Come pregare
Certe volte non so davvero
Cosa aspettare
Certe notti sono sicuro
Che sbaglio io
Toccami la mano e lo saprò
Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
lo giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto, Denny

Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Qualcuno lo intuisce

Sto fra i tuoi occhi splendenti
Perché l'attimo è ora
Toccami la mano e ti sentirò
Toccami la mano e capirò
Accendi quella luce e la vedrò

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Chissà se lo sai.

(cantata da Fiorella Mannoia).

Bellezza contagiosa anche per gli ipovedenti?....

Ti ho guardata e per il momento
non esistono due occhi come i tuoi
cosi’ neri, cosi’ soli che
se mi guardi ancora e non li muovi
diventan belli anche i miei
e si capisce da come ridi che
fai finta e che non capisci, non vuoi guai
ma ti giuro che per quella bocca che
che quando ti guardo diventa rossa
morirei..

Chissa’ se lo sai?
chissa’ se lo sai?
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai..

Cosi’ parliamo delle distanze, del cielo,
e di dove va a dormire la luna quando esce il sole
chissa’ come era laterra prima che ci fosse l’amore
e sotto quale stella, tra mille anni, se ci sara’ una stella ci si potra’ abbracciare?
e poi la notte col suo silenzio regolare
quel silenzio che a volte sembra la morte
mi da il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente,
di dirtelo finalmente
che ti amo
e che di amarti non smettero’ mai..

Ccosi’ adesso lo sai,
cosi’ adesso lo sai..

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La lettera che non scriverò mai.

(cantata da Fiorella Mannoia)

Quante volte l'immagine è confusa, ma il colore non sbiadisce?...

Il tempo scorre e sta venendo sera
ti sto cercando con la fantasia
con una specie di felicità
sto già pensando a te.

Tra le diverse direzioni prese
verso paesi irraggiungibili
ed io nascosta tra le mie difese
sto ricordando te.

E se l'immagine è confusa
il tuo colore non sbiadisce
e sta parlandomi di te
questa giornata che finisce qui.

Domani cambiano l'arredamento
e forse cambio lentamente io
ma dentro a questo nuovo mutamento
ho già nascosto te.

Oggetti qui disordinatamente
dovrei decidermi a buttarli via
ma qualche cosa misteriosamente
mi riporta a te.

Una finestra che si chiude
ma sto guardando tra le tende
e mi sorprende la città
che ti cerca come faccio io;

E se il cervello prende il sopravvento
nasconde voci da buttare via
ma tira un vento che conosco già
mi sembra nostalgia.

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Lascia stare.

(cantata da Samuele Bersani)

Per la serie: non sempre è necessario vedere tutto...

Lascia stare tutto quello che non vedi, è inutile fissarsi
Andare con lo sguardo oltre le montagne del quadro che hai davanti
Se vuoi vittoria avrai vittoria
Se vuoi sconfitta avrai sconfitta
Ma poi il destino in naftalina mai
Non chiuderlo in soffitta

Lascia stare tutto quello che non vedi, è inutile fissarsi 
Andare con lo sguardo tra i marciapiedi solcati dai passanti 
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto 
Ma non cambiare direzione, vai avanti sempre dritto

Primo giorno di lavoro già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell'armadio e si può far la scommessa che non riuscirò
A ricambiare tutto l'amore che mi hai saputo dare

Lascia stare tutto quello in cui non credi, è inutile fissarsi
Andare con lo sguardo oltre alle pareti dei muri che hai davanti
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina mai nel mezzo di un tragitto
O ti saboterai da sola un brivido e poi te ne pentirai
Che masochismo è il tuo
E' un meccanismo autodistruttivo, dai che arrivo...

Primo giorno di lavoro già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell'armadio e si può far la scommessa che non riuscirà
A ricambiare tutto l'amore che mi hai saputo dare

Lascia stare tutto quello che non vedi e togliti quei guanti
Finché non c'è una legge che te lo vieti appoggiati ai miei palmi
Se vuoi ragione hai ragione a proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina mai nel mezzo di un tragitto

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Dedicato.

(cantata da Ivano Fossati).

"...a chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più"....

Ai suonatori un po' sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuto
a chi non ho incontrato
chissà mai perché
ai dimenticati
ai play-boy finiti
e anche per me..

A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo
non ce la fa più
a chi ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù..

A chi ha cercato la maniera
e non l'ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi
non sono mai..

Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a chi capisce
quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me..

E questo schifo di canzone
non può mica finire qui
manca giusto un'emozione
dedicato all'amore
lascia che sia così
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me..

Ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me..

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La Genesi.

(cantata, e recitata, da Francesco Guccini).

La vera storia dell'ipovisione... :-).

Una canzone molto più... più... seria e più impegnata, oserei dire
impegnatissima; una canzone che mi è stata ispirata... a me
succede poche
volte, però questa canzone mi è stata ispirata direttamente dall'Alto. Ero lì, nel mio candido lettino, e ho sentito una voce che diceva: "Francesco!" Dico: "socc..., chi è?" Dico "Oeh?" Dice... "svegliati, sono il tuo Dio". E allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di... di... fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo..

Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto.
C'era un vecchio con la barba bianca: lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava; si aggiunga a questo che inspiegabilmente nessuno aveva la tivù inventata.
"Be', poco male", pensò il vecchio un giorno: "a questo affare ci penserò io. Sembra impossibile ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da
Dio." Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato. Come tivù non valeva un bel niente ma l'universo era stato creato. "Come son bravo che a tempo perso ti ho creato l'Universo! Non mi sembra per niente male: sono davvero un tipo geniale!
Zitto, Lucifero, non disturbare, non stare sempre qui a criticare!
Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dir più che non si vede un tubo!.

Che sono parolacce che io non sopporto!" disse il vecchio a Lucifero, "e poi se c'è una cosa, un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che'd-me at dig un quel..." disse il v... era d'antica origine modenese da parte di madre, il vecchio. "Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi, vin santo al vin santo. Sono buono e bravo ma se mi prendono i cinque secoli me te sbat a l'inferen com'è vero Dio!"
Ma poi volando sull'acqua stagnante e sopra i mari di quell'universo,
mentre pensava a se stesso pensante in mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbatté le gambe su un mucchio di ghiaia dopo una tragica caduta in mare; quando andò a sbattere sull'Himalaya il colpo gli fece persino un po' male. Fece crollare anche un gran continente soltanto urtandolo un poco col piede:
si consolò che non c'era ancor gente e che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione disse, facendosi in viso un po' truce:
"Diavol d'un angelo, avevi ragione! Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!
Commutatori, trasformatori, dighe idroelettriche e isolatori,
turbine, dinamo e transistori per mille impianti di riflettori;
albe ed aurore fin boreali, giorni e tramonti fin tropicali:
fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho lo sconto alla fine del mese..

Te Lucifero non ti devi interessare come faccio a avere io lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie, c'era freddo! I surgelati li devo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi come... e poi quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa... aureola si chiama? No no,
non-m pies menga, no no no, ragazzi, quelle cose lì... io vi invento il
peccato di superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico... Bisogna
guadagnarsele... voi, a parte il fatto che non mi adorate abbastanza. No no no... Lucifero... è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire: "mi dispiace"! Tientelo in mente. Voi, ecco, io vi do...ogni dieci atti di adorazione vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 gennaio... perché ci ho... poi ci ho tutta un'altra idea in testa, per la m... facciamo Aureolissima, che è una festa che mi sembra molto bella... Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua, ragazzo. Com'è... m'hanno detto che hai stampato un libro: il libretto rosso dei pensieri... oh, bella roba: il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono un socialdemocratico anch'io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi! Eh, ma... No no, non ci siamo mica. Qua, se c'è uno che può pensare anzitutto sono io... e non tirar mica in ballo mio figlio, quel capellone, con tutti i sacrifici che ho fatto, per me lui lì finisce male.Ah me, me a tal deg, finisce male. E attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio. E non guardarmi male che qui dentro per Dio lo dico come e quando mi pare!"
Ma fatta la luce ci vide più chiaro: là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso, gli parve un po' strano, ma scosse il capo: "Chi non fa non falla!" Rise Lucifero stringendo l'occhio quando lui e gli angeli furon da soli: "Guarda che roba! Si vede che è vecchio: l'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"
"Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tante piante.
Forza, Lucifero, datti da fare: ordina semi, concime e trattore.
Voglio un giardino senza uguali, voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda! M'ha morsicato! Piuttosto, fallo vedere da un veterinario, che non vorrei aver creato anche la rabbia, già così... cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non l'ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto... va be', nessuno è perfetto... sì, lo so che sono l'Essere perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mò lì! Üssa via!" E portarono al vecchio quello che c'era rimasto: c'era un... un po' di formaggio, due
scatolette di Simmenthal... cioè, lui li mise assieme e poi...
Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa,
ci sputò sopra, ci fu un gran tuono, ed è in quel modo che è nato l'uomo..

Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso..

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pagina aggiornata in data 21/03/2008.

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