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Le pagine di
Tabackunin

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Cara signora Maria.

Tornando da una delle manifestazioni legate allo sciopero generale di 8 ore del 18 ottobre indetto dalla CGIL, al quale hanno aderito diverse sigle del sindacalismo di base e movimenti e del quale dovreste sapere già tutto... ho incontrato una conoscente che non vedevo da un pezzo. Da fervente cattolica e dedita all'approfondimento delle sacre scritture quale è, non ha esitato a definire inutile il mio manifestare.

Credendo di migliorare le cose ha aggiunto che, secondo lei, le manifestazioni sindacali sono inutili perché: "non ho mai avuto l'occasione di prenderle in considerazione (forse non le ho neppure cercate)". Definire inutile qualcosa che non si conosce, mi pare quantomeno curioso, soprattutto se l'affermazione arriva da una "persona studiata"...

Maria (sono certo che non si dispiacerà se la chiamo così...), è figlia di lavoratori dipendenti in pensione; il papà è un ex metalmeccanico FIAT (pensate un po' che combinazione...).

Lo statuto dei lavoratori, grazie al quale i suoi genitori hanno potuto
lavorare degnamente, costruirsi una vita e godersi la pensione, non è
di certo arrivato grazie alle preghiere, approfondimenti biblici e celebrazioni liturgiche, di quelli come Maria; ma attraverso le lotte, le sofferenze e in alcuni casi il sacrificio della vita, di persone che hanno affrontato con coraggio i propri problemi di lavoro e sociali.

Oggi i diritti dei lavoratori e quelli sociali sono in pericolo:
- libertà di licenziamento (articolo 18);
- precarizzazione del lavoro;
- mercificazione e spettacolarizzazione di ogni cosa;
- privatizzazione dei servizi di pubblica utilità (scuola, sanità, trasporti, ecc.);
- organizzazione dell'ordinamento giudiziario secondo le necessità di chi governa;
- conflitto di interessi;
- gestione semitotalitaria e populista del potere;
- coinvolgimento in conflitti bellici.
- tentativi di arretramento legislativo in tema di aborto, divorzio, disagio mentale, emigrazione, tossicodipendenza, ecc.

I movimenti sindacali e culturali di base in genere, sono i soli a consentire la riappropriazione dell'agire politico da parte delle persone; i partiti e le religioni troppo spesso si rivelano organizzazioni dedite ad interessi altri e in contrasto con il "bene comune". Per questo qualsiasi situazione che comporti l'intervento democratico "diretto", non può che essere positiva.

In questa deriva società e democratica, ampi settori della chiesa (quella che conta in termini di influenza sul potere politico ed economico), restano impassibili, se non addirittura si dimostrano conviventi e interessati (sovvenzioni alle scuole confessionali, ingerenze su temi quali divorzio, aborto, ecc.).

La chiesa e l'amica Maria, soprattutto quando parla di "inutilità" di ciò che non conosce, farebbero bene a rispolverare la figura di Cristo come proto-rivoluzionario.

Al tempo della bibbia c'era il maniscalco, non il metalmeccanico. Il circo, non la televisione via cavo. Gli spiedi, non i missili nucleari. Le strade consolari, non internet. Le dita in gola per vomitare e poter continuare a mangiare, non gli OGM. Gli strozzini, non il Fondo Monetario Internazionale...

Il fatto che dopo 2000 anni siamo messi peggio che pria, dimostra che la religione, nel migliore dei casi, da sola non basta; anzi, visto che nel frattempo siamo stati capaci di inventarci almeno 2-3 "Dio" diversi, riusciamo a scannarci ancora meglio!...

Il mondo ha bisogno di uomini che risolvono in prima persona i propri problemi; troppo comodo limitarsi a delegare alle cabine elettorali e ai tabernacoli, la gestione delle nostre schifezze. Nessun governo ha mai fatto miracoli; quanto a Dio, farebbe bene a farci nascere con la scritta "sono imbecille" stampata in fronte, invece di permettere che si compiano porcherie, magari anche in suo nome.

(18/10/2002)

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